Ecco l'analisi delle sue critiche:
* Potere religioso e politico: Beecher vedeva il cattolicesimo come una minaccia alla democrazia americana e alla libertà religiosa. Credeva che la Chiesa cattolica, con la sua gerarchia centralizzata e l'enfasi sull'autorità papale, fosse incompatibile con i principi della libertà individuale e della separazione tra Chiesa e Stato.
* Il "papato" del cattolicesimo: Beecher usò il termine "papismo" per descrivere quelle che vedeva come le pratiche superstiziose e idolatriche del cattolicesimo. Si opponeva a pratiche come la transustanziazione (la convinzione che il pane e il vino della comunione diventino il vero corpo e sangue di Cristo) e la venerazione dei santi.
* L'influenza "straniera" del cattolicesimo: Beecher credeva che l'afflusso di immigrati cattolici dall'Europa rappresentasse una minaccia per lo stile di vita protestante americano. Vedeva il cattolicesimo come un'ideologia straniera che stava minando i valori e le istituzioni americane.
Le critiche di Beecher facevano parte di un movimento più ampio noto come "nativismo" che era caratterizzato da sentimenti anti-immigrati e paura dell'influenza cattolica. I suoi scritti e i suoi sermoni contribuirono a creare un clima di sospetto e ostilità nei confronti dei cattolici negli Stati Uniti.
È importante notare che le critiche di Beecher sono considerate controverse e storicamente inaccurate da molti storici oggi. Le sue opinioni erano profondamente radicate nel pregiudizio e nell'ignoranza, e sono state condannate per il loro ruolo nel promuovere il sentimento anticattolico.