1. Prospettive mutevoli:
* Racconto di Victor: Questa sezione è spesso caratterizzata da un tono drammatico, confessionale e spesso autocommiserante. La voce di Victor rivela le sue lotte interiori, il senso di colpa e il terrore mentre affronta le conseguenze delle sue azioni. Usa spesso un linguaggio elevato e poetico, evidenziando il suo intelletto e il tumulto emotivo che sperimenta.
* Racconto del mostro: La narrazione del Mostro assume un tono più empatico, vulnerabile e, a volte, accusatorio. Il suo linguaggio è spesso semplice e diretto, riflettendo la sua autoeducazione e la sua ricerca di comprensione. Shelley ritrae la sua solitudine, il suo dolore e il suo desiderio di accettazione, costringendo il lettore a mettere in discussione i pregiudizi sociali e la natura dell'umanità.
* Lettere e voci di diario: Il romanzo incorpora lettere e voci di diario di Robert Walton, che forniscono una prospettiva più obiettiva e distaccata . Ciò consente a Shelley di offrire un contesto sociale più ampio per le azioni di Victor e la difficile situazione del Mostro.
2. Dizione contrastante:
* Linguaggio elevato: Shelley utilizza un vocabolario elaborato e strutture di frasi complesse, in particolare nella narrativa di Victor. Ciò sottolinea il suo intellettualismo e la grandezza della sua ambizione. Questo però può trasmettere anche un senso di distacco e arroganza.
* Linguaggio semplice: Nella narrazione del Mostro, il linguaggio è semplice e spesso colloquiale. Ciò riflette la sua mancanza di istruzione formale e la sua lotta per articolare le sue emozioni complesse. Crea un senso di autenticità e vulnerabilità.
3. Passaggio dall'orrore gotico alla riflessione filosofica:
* Orrore gotico: Shelley utilizza descrizioni vivide e punti della trama ricchi di suspense per evocare paura e suspense. Il romanzo è intriso di elementi del genere gotico, in particolare nelle scene della creazione del Mostro e nei terrificanti incontri tra Victor e la creatura.
* Riflessione filosofica: Il romanzo approfondisce anche profonde questioni filosofiche sulla creazione, la responsabilità, la moralità e la natura dell'umanità. Shelley usa questi momenti per sfidare le norme sociali e provocare riflessioni più profonde sulla condizione umana.
4. Umorismo e ironia:
* Umorismo oscuro: Shelley usa occasionalmente l'umorismo oscuro per fornire un commento satirico sull'atteggiamento della società nei confronti della scienza, dell'ambizione e dell'esclusione sociale. Ciò aggiunge strati di complessità alla narrazione, impedendole di diventare esclusivamente una storia dell'orrore.
* Ironia: Il romanzo è pieno di situazioni ironiche, in particolare nelle conseguenze delle azioni di Victor. Questa ironia evidenzia i difetti intrinseci dell’ambizione umana e le conseguenze indesiderate del progresso scientifico.
Nel complesso, Mary Shelley manipola magistralmente il tono per creare un romanzo complesso e multistrato che continua a risuonare con i lettori secoli dopo. Cambiando prospettiva senza soluzione di continuità, usando una dizione contrastante e intrecciando elementi di horror, filosofia e satira, crea un'esplorazione potente e duratura della natura umana e delle sue complessità.