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Scrivi un diario, il giorno in cui Neil Armstrong atterrò la luna.

20 luglio 1969

Caro diario,

Oggi è successo l'impossibile. Il mondo guardò, senza fiato, mentre Neil Armstrong fece i suoi primi passi sulla luna. È quasi impossibile descrivere la sensazione. Un senso di un orgoglio schiacciante, mescolato con una strana e formicoli da formicolio. Come il mondo stesso trattenne il respiro.

Ho visto la trasmissione con la mia famiglia, rannicchiato attorno alla vecchia televisione in bianco e nero. Mio padre, di solito un uomo di poche parole, mormorò "lo facevano", la sua voce densa di emozione. Mia madre, spalancata con la meraviglia, continuava a ripetere:"In realtà sono sulla luna!"

Sembrava un sogno, una scena direttamente da un film di fantascienza. Eccolo lì, Neil Armstrong, un uomo in una spaziale bianca, che piangeva la bandiera americana nella polvere lunare. L'immagine sarà incisa per sempre nella mia memoria.

Mentre parlava, la sua voce traballante di emozione, descrivendo il "un piccolo passo per l'uomo, un grande salto per l'umanità", ho sentito un nodulo in gola. Questo è stato più di un semplice risultato scientifico, più di un semplice trionfo nazionale. Era una testimonianza dello spirito umano, della nostra incessante ricerca di conoscenze ed esplorazioni.

Non so cosa riserva il futuro, ma lo so:oggi abbiamo toccato le stelle. L'impossibile è diventato realtà. E per questo, sento un profondo e profondo senso di timore reverenziale, di gratitudine, di speranza.

Questo è un giorno che sarà inciso per sempre nella storia. Un giorno in cui l'umanità, con tutti i suoi difetti e lotte, andò oltre i limiti di questa terra e toccò il volto dell'ignoto.

Buonanotte, diario.

E buonanotte, luna.

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