* L'equivoco: Sir Tarquine, un cavaliere della corte di Re Artù, crede che Sir Lancillotto abbia disonorato la regina Ginevra. Questa convinzione è alimentata dal fatto che Sir Lancillotto è noto per essere innamorato di Ginevra e che le loro interazioni sono spesso intime (sebbene strettamente platoniche).
* La sfida: Tarquine, spinto dalla gelosia e da convinzioni sbagliate, sfida Lancillotto a duello.
* Il duello: Lancillotto, pur essendo consapevole delle idee sbagliate di Tarquine, accetta la sfida. È un abile cavaliere e sconfigge facilmente Tarquine, ma non lo uccide.
* Il destino di Tarquinio: Invece di accettare la sconfitta, Tarquine sceglie di fuggire. Cerca rifugio in un castello vicino, dove alla fine viene ucciso da Sir Gareth, che è travestito da cavaliere di umili origini.
Pertanto, Sir Lancillotto e Sir Tarquine non si impegnano in una risoluzione tradizionale del loro conflitto. Lancillotto riabilita il suo nome attraverso le sue azioni, ma alla fine il destino di Tarquine è determinato dalle sue stesse azioni e scelte.
È importante notare che questa storia evidenzia la complessità delle relazioni, in particolare nel contesto della cavalleria e dell'amore cortese. Sebbene la lealtà di Lancillotto nei confronti di Ginevra sia chiara, l'equivoco sottolinea i potenziali pericoli di una gelosia incontrollata e l'importanza di comprendere le prospettive.