Tuttavia, possiamo capire perché un simile atto potrebbe essere preso in considerazione, in base al contesto del libro:
* Disperazione: I prigionieri vivono in uno stato di estrema disperazione, affrontando la fame, le malattie e la costante minaccia di morte. Le guardie rappresentano un simbolo della loro oppressione e un atto violento potrebbe essere visto come un tentativo disperato di reagire alla loro impotenza.
* Perdita dell'umanità: Le condizioni disumane nei campi disumanizzano sia i prigionieri che le guardie. I prigionieri potrebbero considerare le guardie meno che umane, rendendo più facile considerare la violenza contro di loro.
* Desiderio di vendetta: Il trattamento brutale e l'umiliazione inflitti ai prigionieri potrebbero alimentare il desiderio di vendetta, anche se si tratta di un atto futile e pericoloso.
* Esaurimento totale e confusione: La sofferenza costante e la perdita di speranza potrebbero portare a comportamenti imprevedibili e irrazionali, che potrebbero portare a esplosioni violente.
Tuttavia, è fondamentale ricordare che "Night" è un racconto di fantasia basato sulle esperienze personali di Wiesel. L'atto specifico che hai citato potrebbe non essere avvenuto nella realtà.
Il libro si concentra principalmente sulla lotta dei prigionieri per mantenere la loro umanità e speranza nonostante una sofferenza inimmaginabile. La disperazione e la violenza sono aspetti della situazione, ma il libro sottolinea soprattutto l'impatto psicologico dell'Olocausto.