* La brutalità della polizia: Il filmato mostrava agenti di polizia bianchi, con palese disprezzo per la legge e la decenza umana, che attaccavano manifestanti pacifici con gas lacrimogeni, manganelli e persino cavalli. La violenza è stata sorprendentemente immotivata e apparentemente casuale, mettendo in luce il razzismo e i pregiudizi profondamente radicati che esistevano nel sud.
* L'enorme numero di manifestanti: Le marce a Selma sono state enormi, con la partecipazione di migliaia di persone. Ciò ha dimostrato il diffuso sostegno al diritto di voto e la determinazione degli afroamericani a lottare per l’uguaglianza.
* Il netto contrasto con l'America "ideale": Le immagini delle marce e della violenza contro i manifestanti contrastavano nettamente con l’immagine dell’America come nazione democratica e giusta. Il filmato ha sfidato la narrativa di una società daltonica e ha portato la realtà della discriminazione razziale in primo piano all’attenzione nazionale.
* Il potere della televisione: Negli anni ’60 la televisione era ancora un mezzo relativamente nuovo e la sua capacità di trasmettere eventi in diretta ebbe un impatto potente. Vedere gli eventi di Selma svolgersi sui loro schermi ha portato la lotta per i diritti civili nei salotti degli americani, creando un senso di immediatezza e connessione personale alla questione.
Le marce di Selma e la copertura televisiva delle violenze hanno svolto un ruolo cruciale nel cambiare l’opinione pubblica e alla fine hanno portato all’approvazione del Voting Rights Act del 1965.
È importante notare che, sebbene il filmato abbia scioccato molti americani, molti sono rimasti indifferenti o addirittura contrari al movimento per i diritti civili. Gli eventi di Selma, tuttavia, hanno rappresentato un punto di svolta nella lotta per l’uguaglianza razziale e continuano a servire come un potente promemoria dell’importanza di lottare per la giustizia e l’uguaglianza.