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Quale scusa offre l'oratore quando ammette di contraddirsi nel canto di me stesso?

In "Song of Myself", Walt Whitman non offre una scusa specifica per contraddirsi. Abbraccia le contraddizioni come parte del suo sé complesso e in continua evoluzione.

Invece di vedere le contraddizioni come difetti, le celebra come prova della sua natura vasta e onnicomprensiva. Ciò è evidente in righe come:

* "Mi contraddico? Ebbene, mi contraddico (sono grande, contengo moltitudini.)"

Qui Whitman riconosce le contraddizioni ma non se ne scusa. Usa le contraddizioni come metafora della vastità e della complessità dell'esperienza umana, che secondo lui comprende tutte le possibilità, comprese quelle apparentemente contrastanti.

Sostiene che le sue contraddizioni non sono un difetto, ma piuttosto una testimonianza della ricchezza e della profondità del suo stesso essere. Le "moltitudine" che contiene rappresentano le diverse prospettive, esperienze e credenze che compongono l'esperienza umana.

Essenzialmente, l'approccio di Whitman in "Song of Myself" è quello di abbracciare le contraddizioni dentro di sé e nel mondo, piuttosto che cercare di riconciliarle o offrire scuse per esse. Li vede come essenziali per l'esperienza umana e fonte della sua ricchezza e bellezza.

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