L'incontro iniziale:
* Approccio di Bard: Bard, un abile arciere e legittimo erede al trono di Dale, inizialmente cercò una soluzione pacifica. Si avvicinò ai nani, che avevano riconquistato la loro roccaforte di Erebor, con una richiesta di risarcimento per la distruzione della loro città da parte del drago Smaug.
* Risposta iniziale di Thorin: Thorin, accecato dall'avidità e dal desiderio per il tesoro dei nani, rifiutò le ragionevoli richieste di Bard. Considerava gli Uomini del Lago insignificanti e indegni di condividere la ricchezza di Erebor.
Escalation e negoziazione:
* La minaccia della forza: Bard, nel disperato tentativo di ricostruire la sua città e proteggere la sua gente, radunò gli Uomini del Lago e si preparò alla guerra. I nani furono colti di sorpresa, impreparati ad un conflitto su vasta scala.
* L'arrivo di Gandalf: Il saggio mago Gandalf, che aveva orchestrato gli eventi che portarono alla sconfitta del drago, arrivò e intervenne. Ricordò a Thorin il suo obbligo di condividere equamente il tesoro e lo convinse della necessità di un accordo negoziato.
* Il "Consiglio del fiume" :Gandalf convocò un incontro tra i nani, gli Uomini del Lago e i rappresentanti di altre regioni vicine per risolvere la disputa. Bard presentò il suo caso con eloquenza e passione, dimostrando con successo il bisogno di restituzione degli Uomini del Lago.
Il risultato:
* Il "Trattato di Erebor": Il Consiglio raggiunse un compromesso, noto come "Trattato di Erebor". Thorin accettò con riluttanza di condividere una parte del tesoro con gli Uomini del Lago, insieme ad altri gruppi, inclusi gli uomini di Dale.
* Una pace duratura: L'accordo consentiva un periodo di pace e di ricostruzione, anche se non privo di tensioni. Alla fine i nani conservarono la maggior parte del tesoro, mentre gli Uomini del Lago e altri ricevettero una somma considerevole per ricostruire le loro vite.
In sostanza, gli Uomini del Lago e il Bardo impiegarono un mix di negoziazione e minaccia di azione militare per avvicinarsi ai nani di Thorin, ottenendo infine una soluzione pacifica che riconosceva le loro legittime pretese.